Ieri sera, dopo anni che non uscivo senza famiglia da sola per un evento, sono stata invitata dalla mia amica a vedere un film d'autore al cinema. A parte l'euforia di sentirmi di nuovo ragazzina e perdere un attimo la cognizione del tempo, il film visto mi ha molto colpito e voglio raccontarvi perchè. Pensavo che fosse una cosa un po' noiosa sul tema della scuola, ma avevo accettato perchè a fine film sarebbe intervenuto l'autore Valerio Jalongo per un dibattito aperto e questo genere di cose mi affascina sempre molto.
Questa è la locandina del film:
e questo ne è l'autore Jalongo:
L'argomento della scuola in questi giorni mi coinvolge da vicino perchè la prossima settimana farò un piccolo incarico a contatto con gli studenti (il secondo lavoro di cui parlavo tempo fa), ma secondo me non è stato il tema principale del film. O almeno non quello che più mi ha sconvolto. L'argomento che mi ha sconvolto è stato la droga. L'autore secondo me ha dipinto un ritratto molto sincero e realistico della situazione delle nostre scuole, sebbene il pubblico in platea affermasse durante il dibattito, che la nostra realtà locale sia un'isola felice. A scuola mia, liceo classico di un piccolo paese di provincia, sinceramente la droga c'era, tutti sapevano dove o come trovarla e ogni volta che entravo nel bagno delle ragazze ne vedevo vari esempi. Non sono qui a giudicare o prendere le parti, anche se sinceramente me ne sono sempre tenuta alla larga, sia perchè non sono una che vuol perdere il controllo su di se', sia perchè avevo molto altro da fare fra cui mi prendevano molto tempo ed energie il sognare, crescere, imparare e fantasticare. Comunque non posso negare il problema o l'esistenza e anzi mi sembra assurdo fare gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia. La piaga della droga fra i giovani esiste ed è forte, a me ha sempre fatto paura perchè mi ha fatto perdere alcune amiche e, adesso più come, da genitore, sono preoccupata per il futuro, anche se ci sono ancora molti anni prima di arrivare all'adolescenza della mia Ciambella. L'unica cosa che mi è rimasta irrisolta riguardo al film è stato vedere che anche un professore fa uso di droga, insieme al protagonista (che è uno studente vero, non un attore professionista, ma davvero bravissimo e molto espressivo, eccone una foto:)
e che non c'è stata una presa di posizione netta. Cioè si fa vedere che fa male ma mi è sembrato che fosse presentato più come un modello da seguire che un episodio da cui prendere le distanze.
Avrei voluto - non per me- ma per i giovani che guarderanno e hanno visto il film- una specie di messaggio contro la droga. Non so quanto possa servire dirlo a parole, ma dovendo scegliere fra dire che fa bene e dire che fa male io avrei scelto la seconda ipotesi. Magari però nel film la scelta di mostrare è più forte delle parole. Qui trovate il trailer del film se siete curiosi. Comunque se il film mi ha dato una reazione forte vuol dire che ha smosso qualcosa in me e quindi ha funzionato. Non ho avuto il coraggio di prendere la parola davanti alla platea perchè non amo attirare l'attenzione su di me, avrei preferito sedermi ad un caffè e confidare a tu per tu con l'autore le mie riflessioni sul suo lavoro. Poi il film parlava anche di altri temi, come la forza aggregante della musica che unisce le generazioni e tira fuori il meglio da tutti, oppure di ricerca di punti di riferimento sia in famiglia che a scuola, come succede spesso nell'adolescenza. Parlava anche della mancanza di cultura nella scuola italiana, ma il tema che più mi ha colpito è stato quello della droga perchè è molto attuale e lo sento una minaccia per i giovani di ogni tempo.
E voi genitori cosa pensate del tema della droga?intendete affrontarlo o lo sentite lontano?



























