A parlare è un ragazzino di dieci anni che trascorre la sua estate su un’isola, probabilmente Ischia. E’ un’estate importante, quella, perché il ragazzino ha dieci anni ed è la prima volta che l’età di una persona si scrive con due cifre. Le sue mani, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano. Trascorre il suo tempo tra la spiaggia, i libri, la pesca, i pomeriggi con venti lire nella mano per comprarsi un ghiacciolo quasi sempre alla stessa ora. Ed è sulla spiaggia che incontra una ragazzina del nord che legge libri gialli e ama gli animali. Sarà lei, che a dieci anni gli farà conoscere “amore”, ma sempre per lei, conoscerà anche il dolore fisico, causato da altri ragazzini della spiaggia. Uno scontro che in parte egli cerca perchè fino a quel momento possiede un corpo infantile, che non ama ed è convinto che con un scontro, con una rottura dello stesso corpo, verrà fuori “un corpo nuovo”. A questi frammenti d’infanzia si alternano i pensieri dell’uomo adulto: lo scrivere di oggi, il salire su un palco a strimpellare la chitarra, la morte dei genitori, la mano di sua madre che posava tiepida sulla fronte, fino all’ultimo. Sua madre che amava tanto gli scrittori e che lo amava anche come scrittore.
La mia opinione:
Che dire?La faccio breve: a me questo libro non ha entusiasmato!Mi dispiace molto, perchè avevo eltto l’entusiasmo di molte recensioni di amiche che lo consigliavano vivamente e forse, sempre per il mio difetto di crearmi delle aspettative troppo alte, ne sono rimasta delusa. Mi annoiavo molto nel elggerlo, quando si dilungava sui particolari della pesca. E anche la trama non è quel che si può definire avvincente. Ci sono state delle frasi che mi sono piaciute e che ho sottolineato, però non posso dire che è fra i libri che mi hanno dato qualcosa di profondo. Vi dico solo che il libro è di 115 pagine soltanto, ma a me pesavano. Quando ho un bel libro che mi aspetta faccio di tutto epr avere un moemnto libero per andare ad aprirlo e evdere come prosegue. Beh, con questo non mi è successo eprchè lo vedevo immobile nelle scene e ho impiegato 2 settimane a leggerlo a piccoli pezzettini. Mi mancava proprio il desiderio di continuare a leggerlo o ritrovarlo la sera prima di dormire. Mi dispaice andare contro corrente, mi sono stati consigliati anche altri titoli di questo scrittore e proverò con quelli ad apprezzarlo. Forse ciò che cerco io enlle eltture è qualcosa che va al di là della semplice descrizione di un ricordo, io cerco coinvolgimento emotivo, emozioni forti, qualcosa che mi sconquassi l’anima, mi scuota e mi cambi. Dopo aver letto un bel libro mi sento cresciuta, diversa, non più quella di prima. Con questo no, ero la stessa di prima, non è avvenuta la magia. Tutto qui. Per il resto è una lettura tranquilla, non posso dire che sia un cattivo libro, forse non troppo significante per me, ecco.
Frasi che mi sono piaciute:
….lei mi prese la mano sott’acqua e me la strinse. Non era madreperla, né pane, era corrente. Pag. 63.
Mi piaceva stare riparato dal tramonto, non vedere la fine certificata del giorno, con il sole insaccato dentro il amre. Allora preferivo l’alba. Oggi cerco il tramonto in ogni isola raggiunta. Vado a ovest all’ora che si svuota dentro l’acqua. Oggi raschio fino all’ultima luce il piatto d’orizzonte. Pag. 79.
Esiste nel corpo la neve che non si squaglia in nessun ferragosto, rimane dentro il fiato come il mare dentro una conchiglia vuota. Non la maledico quella neve che m’imbottiva le orecchie. Pag. 83.
Sono la più forte contraddizione delle sbarre i libri. Al prigioniero steso sulla branda spalancano il soffitto. Pag.91.
Era così bellissima vicina, le labbra appena aperte. Mi commuovono quelle di una donna, nude quando si accostano a baciare, si spogliano di tutto, dalle parole in giù.
“Chiudi quei benedetti occhi di pesce”
“Ma non posso. Se tu vedessi quello che vedo io, non li potresti chiudere”. Pag. 112.
Forse ho capito: è un bel libro, solo che non ha fatto presa su di me, tutto qui. Non so il perché, non mi ha coinvolta, però non è brutto.
L’unica cosa che mi ha messo addosso questo libro è una gran voglia di rivedere il MIO mare……chissà se ce ne sarà l’occasione!?
E adesso vi mostrerò l’angolo in cui mi dedico, quando posso alla lettura, nei nostri pomeriggi all’aria aperta:
Qui all’ombra del salice piangente immenso che ha di fronte l’altalena per la bimba e mentre lei gioca io mi creo il mio angolo relax con la copertina e il libro del momento, che adesso è:
Ovviamente se non c’è mio marito che gioca con lei, mi è impossibile leggere una sola riga e finisco per portarmi in giro il libro facendogli cambiare aria senza nemmeno aprirlo per giorni, ma è bello giocare con lei all’aria aperta e ne vale la pena.
Quel giorno c’era mio marito e io sono riuscita a leggere un po’: come vedete ho iniziato un nuovo libro che si chiama CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO……..è bellissimo per il momento. E’ folle, coinvolgente, appassionato, ma ve ne parlerò meglio al prossimo aggiornamento fra un mesetto, sperando di finirlo in tempo perché è lungo e il tempo per leggere per me si è ridotto!